Installare PSPP alpha su ubuntu

PSPP è un applicativo utile per calcoli statistici. Possiamo ritenerlo il clone libero e gemello del famosopspp SPSS, ma quello di cui stiamo parlando è un progetto GNU, quindi è un programma libero rilasciato sitto licenza aperta.
Per poterlo installare in ubuntu sarebbe sufficiente digitare un semplice:

sudo apt-get install pspp

Ma la versione stabile di pspp disponibile nei repository di ubuntu ha la sfortuna di non lavorare con interfaccia grafica.

Per poter installare PSPP con interfaccia grafica occorre scaricarsi la versione alpha da qui:
ftp://alpha.gnu.org/gnu/pspp/

(spero che presto si possa adoperare con interfaccia grafica anche la versione stabile che si trova a questo indirizzo):
ftp://ftp.gnu.org/pub/gnu/pspp/

Una volta scaricato il file pspp.xxxx.tar.gz passiamo all’installazione della versione alpha.
Innanzitutto installiamo le dipendenze di pspp con:

sudo apt-get build-dep pspp

[Leggi il resto...]

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Commenti (12)

Incompetenza o inattenzione?!?

Pensavo non mi potesse più capitare una cosa del genere.. invece è successo! :|

Dato che l’ultima distro che avevo installato sul portatile mi dava alcuni problemi ho pensato bene di cercare di risolvere la cosa (e sicuramente ho fatto peggio), non poteva essere momento migliore per testare anche la celeberrima ArchLinux, dirigendomi nella direzione della 64bit, visto che ubuntu a 32 bit con il mio processore AMD Turion 2x, sembrava un po’ instabile (presumendo che la causa fosse proprio li). Ebbene durante il processo di installazione, in particolare mentre smanettavo sulle partizione e punti di montaggio sono riuscito a mandare a put**na tutta la partizione dati FAT32 che avevo, fortunatamente non erano dati importantissimi e stavano li per ripiego, comunque scoccia uguale !! ..
Mannaggia a me e a quando non sto fermo !! ..

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Risparmio Digitale

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Discussioni Europee da Bar

Sabato sera ho incontrato il fratello di un mio carissimo amico che non vedevo da un po di tempo, visto che è tornato da poco meno di un mese dall’Irlanda (gran bel paese), e ultimamente ha seguito un corso teatrale a Cervia. Il mio carissimo amico al momento è a Bruxelles, e sta facendo l’erasmus lì, un po mi manca..
Ci siamo incontrati in un bar di Fano, al bar “El Paso” (più noto come bar “da Jajo”), e appena fatti i convenevoli saluti, la discussione è sfociata in un bel discorso con il quale si è fatta una gran panoramica di come vanno le cose nel resto dell’Europa.
Raccontandoci la sua esperienza si è convenuto sul fatto che l’Irlanda è un paese in cui se vuoi lavorare, il lavoro si trova, e oltretutto volendo si trova anche ciò che è più adatto alla propria persona e attitudini, e al percorso di studi svolto. E’ ormai risaputo che in Irlanda il sistema economico si è assestato e il terzo settore è il motore traino del paese, le industrie sono poche, le ampie lande ancora conservano quel verde tipico che tutti penso conoscano, e non potrebbe essere altrimenti che l’industria del terzo settore sia il motore che traina l’economia irlandese. Tutto sommato però ci sono alcuni inconvenienti, nonostante l’economia giri a pieni ritmi, esistono alcuni effetti distorsivi: esistono alcune marcate differenze tra le aree più sviluppate (le aree limitrofe alle città più grandi) e le aree “meno sviluppate”, in cui la primaria fonte di sussistenza è ancora l’agricoltura e l’allevamento (ma forse è guisto che sia così), nonostante questo, l’Irlanda è il paese con i più alti stipendi in UE, la disoccupazione è ai minimi storici e il PIL è tra i più alti in Europa. Qualunque sia la causa, è di dubbia natura sostenere che l’influenza del sistema del libero mercato anglosassone abbia condizionato la crescita e lo sviluppo di questo paese, visto che il tutto è coadiuvato da un welfare state universalistico che garantisce un reddito minimo (circa 900 €, a vita!), a differenza di ciò che accade nel Regno Unito, nel quale il welfare è stato pressochè smantellato dal governo Thatcher, anche se si conservano forme residuali di sostegno sociale. Il costo della vita, in Irlanda, è comunque alto, ma è ben proporzionato ai livelli di reddito che vengono percepiti dalla popolazione.
Poi la discussione è sfociata nella solita autocommiserazione, che nasce spontaneamente nel momento in cui pensi: “Ma in Italia?? Perchè non funziona come nel resto d’Europa??”.

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Carrara@SouthPark

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Video testimonianza – Hackmeeting 07

Tratto da : http://www.ngvision.org/mediabase/991

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Linux Day 2007 – FanoLUG

LD07Anche quest’anno il FanoLUG (Linux User Group di Fano e dintorni) organizza il Linux Day, la giornata nazionale per la promozione dell’ormai celebre sistema operativo GNU/Linux e, più in generale, del Software Libero. La manifestazione, giunta ormai alla settima edizione, viene organizzata a livello nazionale su iniziativa di ILS (Italian Linux Society) e si svolgerà il 27 ottobre 2007 in oltre 100 città sparse per tutto il territorio nazionale. Come da consuetudine l’evento organizzato dal FanoLUG sarà ospitato dai locali della biblioteca-archivio “Vittorio Bobbato” di Pesaro. Il programma prevede due sessioni: una mattutina (a partire dalle ore 10:00) in cui verranno proposte brevi conferenze tecniche su vari temi dell’informatica libera e una dimostrazione di installazione e personalizzazione di Linux; nella sessione pomeridiana si continuerà con alcune conferenze e proiezioni video tematiche, nel contempo i membri del FanoLUG presenti risponderanno alle domande e alle curiosità dei partecipanti.

Per maggiori informazioni:
http://www.fanolug.org/

oppure, per visualizzare il programma dettagliato:
http://www.fanolug.org/wiki/index.php/LinuxDay2007

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Politica locale e informatica libera

Riporto un articolo pubblicato su Punto Informatico

“Marche l’open source avanza”: Roma – Nell’ambito dell’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale (2007-2009) delle Marche, un emendamento presentato dal consigliere regionale Michele Altomeni di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e accolto dal Consiglio Regionale sancisce la preferenza del sistema sanitario delle Marche per i programmi informatici Open Source e il Software Libero. In un’ottica di apertura nei confronti di un contesto che sempre più richiede caratteristiche di condivisione delle conoscenze, modalità di lavoro collaborativo, affidabilità ed economicità, il Sistema Sanitario Regionale si orienta sui sistemi informatici e di social software non onerosi (free software) e dei quali è disponibile il programma sorgente (open source). In seguito a questa scelta dovranno essere progressivamente sostituiti i sistemi operativi ed i prodotti di software di base in licenza proprietaria, con sistemi operativi “free” e “open source”. Open e free dovranno essere anche tutti i sistemi operativi ed i prodotti di software di nuova implementazione e le applicazioni web preesistenti dovranno essere progressivamente rese compatibili con i software “free” e “open source”. L’archiviazione e lo scambio dei dati all’interno del Sistema sanitario regionale delle Marche dovranno essere realizzate con file in formato aperto. Questa scelta consentirà alla Regione di realizzare un considerevole risparmio, dato che la spesa per l’acquisto delle licenze informatiche dei software proprietari non è di piccola entità, e scegliendo programmi open e free questi soldi possono essere risparmiati e reinvestiti per migliorare l’offerta sanitaria. “La presentazione dell’emendamento da parte del consigliere Altomeni – si legge in una nota – rappresenta il nuovo atto di una vera e propria campagna che mira ad impegnare sempre di più la Regione Marche in questo campo, non solo per quanto riguarda il sistema sanitario, ma relativamente a tutte le sue articolazioni. A questo scopo Altomeni ha già presentato alcune interrogazioni in Consiglio Regionale e nelle prossime settimane promuoverà la costituzione di un gruppo di lavoro aperto e partecipativo al fine di arrivare alla redazione e presentazione di una vera e propria Legge Regionale per la promozione ed il sostegno delle tecnologie informatiche libere e aperte”.

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