Sabato sera ho incontrato il fratello di un mio carissimo amico che non vedevo da un po di tempo, visto che è tornato da poco meno di un mese dall’Irlanda (gran bel paese), e ultimamente ha seguito un corso teatrale a Cervia. Il mio carissimo amico al momento è a Bruxelles, e sta facendo l’erasmus lì, un po mi manca..
Ci siamo incontrati in un bar di Fano, al bar “El Paso” (più noto come bar “da Jajo”), e appena fatti i convenevoli saluti, la discussione è sfociata in un bel discorso con il quale si è fatta una gran panoramica di come vanno le cose nel resto dell’Europa.
Raccontandoci la sua esperienza si è convenuto sul fatto che l’Irlanda è un paese in cui se vuoi lavorare, il lavoro si trova, e oltretutto volendo si trova anche ciò che è più adatto alla propria persona e attitudini, e al percorso di studi svolto. E’ ormai risaputo che in Irlanda il sistema economico si è assestato e il terzo settore è il motore traino del paese, le industrie sono poche, le ampie lande ancora conservano quel verde tipico che tutti penso conoscano, e non potrebbe essere altrimenti che l’industria del terzo settore sia il motore che traina l’economia irlandese. Tutto sommato però ci sono alcuni inconvenienti, nonostante l’economia giri a pieni ritmi, esistono alcuni effetti distorsivi: esistono alcune marcate differenze tra le aree più sviluppate (le aree limitrofe alle città più grandi) e le aree “meno sviluppate”, in cui la primaria fonte di sussistenza è ancora l’agricoltura e l’allevamento (ma forse è guisto che sia così), nonostante questo, l’Irlanda è il paese con i più alti stipendi in UE, la disoccupazione è ai minimi storici e il PIL è tra i più alti in Europa. Qualunque sia la causa, è di dubbia natura sostenere che l’influenza del sistema del libero mercato anglosassone abbia condizionato la crescita e lo sviluppo di questo paese, visto che il tutto è coadiuvato da un welfare state universalistico che garantisce un reddito minimo (circa 900 €, a vita!), a differenza di ciò che accade nel Regno Unito, nel quale il welfare è stato pressochè smantellato dal governo Thatcher, anche se si conservano forme residuali di sostegno sociale. Il costo della vita, in Irlanda, è comunque alto, ma è ben proporzionato ai livelli di reddito che vengono percepiti dalla popolazione.
Poi la discussione è sfociata nella solita autocommiserazione, che nasce spontaneamente nel momento in cui pensi: “Ma in Italia?? Perchè non funziona come nel resto d’Europa??”.