Un ordinanza “anti-barbone” non è un provvedimento degno di una città come Fano!!
pubblicato il 08 ago 2009
in "ingiustizia!", economia e società, news, politica, società
Ho sempre ritenuto che il comune di Fano sia un laboratorio politico in cui si pre-corrono spesso le vicende politiche nazionali e, altre volte, le stesse tendenze politiche nazionali vengono accolte con inaspettata velocità dalle élite dirigenti locali.
Anche a fronte dell’ultima ordinanza n° 283 del 29.07.2009 del sindaco di Fano, Stefano Aguzzi, denominata dalla stessa amministrazione “anti-barboni”, questa tesi non si smentisce. Probabilmente in questo caso il nostro comune arriva ad emettere una norma con un po’ di ritardo rispetto ad altre realtà e amministrazioni locali, dato che si era gia’ avvisato sentore di provvedimenti simili, ormai qualche tempo addietro, specialmente in alcune località del nord-est Italia. Ma l’intenzione non è di soffermarsi su questa caratteristica peculiare della città di Fano.
L’intento è quello di sollevare una riflessione sulla incompetenza e impreparazione della nostra giunta comunale nell’affrontare problemi, soprattutto di natura sociale. L’ordinanza in questione (“anti-barbone”), a detta del sindaco Aguzzi e dell’assessore ai servizi sociali Del Vecchio, non vuole essere uno strumento “per allontanare i poveri, ma aiutarli” e scaturisce da un problema, dicono, riconducibile ad un singolo barbone (di nazionalità tedesca, come è stato riportato dai media locali e dallo stesso sindaco), il quale pare abbia rifiutato ogni tentativo di aiuto e assistenza da parte delle strutture dei servizi sociali fanesi. Appena adottata l’ordinanza è stato il sindaco di Pesaro, Ceriscioli, ad esprimersi per primo su questo provvedimento, criticandolo nell’impostazione che ripercorre la “tolleranza zero”, sostenendo che problemi del genere vanno “risolti alla radice” (come se l’opposizione del comune di Fano fosse ormai prerogativa dell’amministrazione pesarese). La polemica si è ulteriormente sviluppata fuori dalle sedi istituzionali opportune, a furia di comunicati stampa, dichiarazioni, lettere e conferenze stampa. Sbalordisce (o forse no) il completo silenzio dell’opposizione fanese in merito all’ordinanza “anti-barboni”, soprattutto in un momento in cui temi caldi come questo sono in discussione anche su scala nazionale, data la recente approvazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza” varato dal governo nazionale. Per accrescere la polemica e far tornare, in parte, sui propri passi l’amministrazione fanese c’è voluto un intervento pubblico sulla questione da parte del Vescovo della diocesi di Fano, Armando Trasarti, il quale è intervenuto con forte senso critico nei confronti dell’ordinanza in questione, soprattutto in merito ai principi espressi nella stessa e affermando che, un intervento del genere, non risolve di certo problemi di natura sociale come quello dei senza dimora, scaturiti ed accentuati anche dalla crisi economica che si sta affrontando. Nell’intervento pubblico firmato dalla diocesi si evidenziano infatti anche alcuni dati sul crescente numero di poveri che si rivolgono alle strutture caritatevoli e assistenziali di cui la curia è titolare (caritas diocesana in primis).
Con questo provvedimento l’amministrazione comunale dimostra di non premurarsi di gravi problemi come il crescere del tasso di povertà anche nel nostro territorio comunale, ma di preferire politiche di facciata che probabilmente non avranno esiti e ricadute positive su tutta la cittadinanza. L’opposizione fanese, da parte sua pero’, sembra più interessata in questo momento a contrastare l’amministrazione comunale su temi molto più “scottanti” come l’incompetenza nell’organizzazione della “Fano dei Cesari”.
Una ordinanza come quella emanata pochi giorni fa non farebbe notizia se non per le dichiarazioni che si sono succedute. Non tanto le (poche) critiche hanno impressionato, quanto le dichiarazioni dei nostri amministratori (Aguzzi e Del Vecchio in primis), i quali hanno subito tentato di difendere il provvedimento con un metodo poco raccomandabile, mettendo subito le mani avanti e mettendosi subito sulla difesa. Una cosa tra tutte non pare collimare: se l’ordinanza si prospetta rivolta ad una sola persona, probabilmente non se ne dovrebbe sentire l’esigenza di un provvedimento simile, dato che il testo unico degli Enti Locali recita che è prevista, da parte del sindaco, “l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente, unicamente per una situazione di pericolo per un danno grave ed imminente per l’incolumità pubblica”. Qualcuno ci dovrebbe spiegare quale grave danno avrebbe potuto procurare un solo “barbone”. Inoltre le dichiarazioni in difesa dell’ordinanza da parte del sindaco e dell’assessore Del Vecchio non fanno loro certo onore, visto che una norma giuridica, come tale è un’ordinanza, dovrebbero avere, come giurisprudenza insegna alcuni caratteri basilari, che devono essere: obbligatorietà (cioè tutti devono seguirle e per chi non le rispetta viene prevista una sanzione); generalità (cioè non si rivolgono ad una persona o ad alcune persone, ma a tutti); astrattezza (cioè non si riferiscono ad un caso concreto di una persona che ha fatto qualcosa di male, ma ad un fatto in generale). Ecco, l’ordinanza denominata “anti-barboni”, gia’ solo per il nome, non rispetta i requisiti giuridici di generalità e astrattezza. E soprattutto le dichiarazioni del sindaco Aguzzi e dell’assessore Del Vecchio fanno pensare ad una totale inadeguatezza di questa giunta e non possono essere minimamente accettate da parte di persone che ricoprono una carica non poco importante come quella di sindaco della città e assessore ai servizi sociali.
Ed in tutto questo trambusto nessuno ha pensato di procedere anche per vie legali, magari attraverso un ricorso al TAR oppure, magari, chiedendo le dimissioni di Aguzzi e Del Vecchio.
Ma nel frattempo i cittadini fanesi potranno godersi senza problemi di “decoro urbano” tutta la manifestazione della “Fano del Cesari” e magari chissà se qualche consigliere di opposizione si accorgerà, a manifestazione romana avvenuta, di questa “indecorosa” scelta dell’amministrazione fanese di mettere al bando dal centro storico e da tutti gli spazi pubblici i (anzi il) senza dimora.


























agosto 8th, 2009 on 13:51
Caro Matteo,
tutto giusto e condivisibile quello che scrivi, salvo un punto: tu scrivi: “Appena adottata l’ordinanza è stato il sindaco di Pesaro, Ceriscioli, ad esprimersi per primo su questo provvedimento …” e ” Sbalordisce (o forse no) il completo silenzio dell’opposizione fanese in merito all’ordinanza “anti-barboni”. Non è così. Noi di Bene Comune e di Fano a 5 Stelle siamo usciti ben prima di Ceriscioli (non so se ci consideri “opposizione” o no, ma certo noi la facciamo), abbiamo fatto una interrogazione la cui discussione la giunta ha preferito rimandare a settembre, abbiamo scritto articoli (nel prossimo numero di Fano Stampa il mio articolo è tutto su questo tema). Anche l’intervento del Vescovo è stato necessario per il gran clamore che le nostre uscite avevano suscitato sia in ambienti politici che ecclesiali. Ora mi risulta che anche il PD prenda posizione.
Mi sembrava necessario chiarire la nostra posizione.
agosto 8th, 2009 on 16:56
Caro Matteo,
come Movimento RadicalSocialista e Circolo Polverari abbiamo preso posizione immediatamente contro l’ordinanza simil-leghista della giunta Aguzzi, il giorno stesso in cui è stata emessa, ed in seguito al primo comunicato (pubblicato da Messaggero, Corriere Adriatico e Fano-informa) abbiamo anche ricevuto pesanti minacce e insulti da parte di “cittadini” che ci invitavano perentoriamente a portare i barboni “a casa nostra”… Lo denunciamo come segnale, piccolo ma significativo, del degrado culturale e sociale che minaccia anche la nostra Fano, città di antiche tradizioni democratiche e solidali. Siamo comunque orgogliosi di rivendicare con forza e tranquillità, in ogni occasione, i valori di civiltà, giustizia, eguaglianza, solidarietà e dignità della persona, contro tutti i razzismi vecchi e nuovi (che la storia ha già abbondantemente condannato).
Ma ecco il nostro primo comunicato:
Con una ordinanza che dal punto di vista del rispetto dei diritti umani giudichiamo assolutamente vergognosa (nel merito e nei toni), il sindaco di Fano vieta «lo stazionamento, il bivacco e il pernottamento» di «persone e cani» (testuale!) nei «giardini pubblici, piazze, chiostri, cortili (anche privati) ed in genere negli spazi pubblici della città» ed invoca l’intervento delle «forze di polizia» contro chiunque (si presume le “persone e cani” di cui sopra) osi violare questa direttiva in perfetto stile leghista emessa dal sindaco di una città di antiche e nobili tradizioni democratiche e tolleranti.
Riteniamo che una società debba essere solidale e protettiva con le persone che soffrono e si trovano in difficoltà come i senza-tetto, i cosiddetti barboni, e che da qui si misuri il grado di civiltà di un popolo e di una comunità. Il senso di responsabilità verso le persone più fragili (e non la trasformazione di un problema sociale in questione di ordine pubblico e “pubblica igiene”, come si recita nell’ordinanza) è il vero motore di una società giusta e civile.
Invitiamo pertanto l’Amministrazione a ritirare la suddetta ordinanza, datata 29 luglio, che rappresenta per noi un insulto alla cultura solidale della città di Fano. I problemi sociali non si risolvono nascondendoli sotto il tappeto, come la polvere delle pulizie nelle case di chi predica bene e razzola male. Né si risolvono elargendo pochi spiccioli alla mensa dei poveri, e nemmeno obbligando i senzatetto a spostarsi un po’ più in là. Si risolvono invece investendoci risorse economiche, energie umane e progetti specifici, che richiedono molta più competenza e lungimiranza dell’organizzare baccanali a getto continuo.
Ed ecco la controreplica alla replica dell’assessore Delvecchio:
L’assessore Delvecchio appoggia l’ordinanza anti-barboni con una curiosa difesa-boomerang. A supporto della stessa (e a dispetto dei contestatori che – a detta del sindaco – “non sanno”) cita infatti (con dovizia di particolari in barba alla privacy) un solo caso, quello di un senzatetto “ammalato di tbc non infettiva” che rifiuterebbe il ricovero in ospedale minacciando così la salute pubblica. E sembra non rendersi conto, l’assessore, dell’assurdo evidente: per risolvere (?) un unico caso, si emette un’ordinanza generalizzata contro “persone e cani” degna della più leghista delle amministrazioni, con tanto di appello salvifico alle “forze di polizia” (sarebbe meglio di… pulizia)! Che dire? Complimenti per il buon senso e l’intelligenza politica!
agosto 10th, 2009 on 09:52
caro matteo,
io l’ordinanza l’ho letta e non mi pare che presenti tutte queste caratteristiche di xenofobia e razzismo che si vanno declamando. si tratta di una sciocca ordinanza, come ho scritto anche sul mio blog, “ad personam”, volta a rendere lecito lo “sgombero” di alcune persone e dei loro cani da alcuni giardinetti pubblici.
possiamo criticare il sindaco per il metodo però paragonare fano ad un “laboratorio sociale” nazionale, prefigurando il razzismo del “pacchetto sicurezza” mi sembra proprio troppo. ci sono sindaci di centro sinistra, come cofferati a bologna, che hanno fatto ben di peggio. inoltre trovo, ed ho scritto anche questo alla stampa e sul mio blog, rimarchevole, veramente RIDICOLA la polemica su spesa sociale – fano dei cesari. non solo perché si basa su presupposti che, anch’essi, non tengono conto della contigenza (la chiusura dei bilanci comunali ad esempio) ma perché è costruita semplicemente sulle rivendicazioni di parte dell’associazionismo cattolico che fustiga le feste “pagane” e rivendica semplicemente più soldi per le sue attività. cio’ senza tenere conto della situazione generale:
a questo proposito ti invito, se ti interessa, a leggere su adista online la rendicontazione della ripartizione dell’otto per mille di quest’anno.
un’altra domanda: come mai tutti questi signori pronti a fustigare una giunta infedele, non sanzionano egualmente anche la Curia fanese quando questa si getta in speculazioni immobiliari milionarie? quelli non sono soldi che andrebbero destinati ai poveri con ancor milgiori risultati dei 16mila euro del “romanaccio” carloni?
agosto 10th, 2009 on 11:28
Ciao Dada,
ho letto il tuo post sulla questione, è non nulla da ridire, e mi è piacuto il senso critico trasversale che hai utilizzato.
Il paragone a “laboratorio politico” che ho fatto come introduzioneal mio post, voleva far luce su una cosa, che non ho ben esplicitato tra le righe: che anche a Fano prima o poi si ricalcano le tendenze nazionali (nel bene e nel male).
Non so se si è ben capito, ma il mio non voleva essere un’elogio all’intervento pubblico del vescovo in merito all’ordinanza anti barboni. Anzi voleva essere un minimo provocatorio nel senso che se per far ragionare questa giunta è necessario un’intervento di un’autorità esterna allo stato di diritto italiano, mi chiedo come siamo messi? .. e non mi pare tanto azzardato il riferimento al pacchetto sicurezza, dato che anche a livello nazionale le critiche più feroci che hanno infuocato la polemica sullo stesso sono avvenute, stranamente, dal quotidiano avvenire (leggi CEI).
Per quanto concerne la fano dei cesari, siccome tutti i giornali non parlano di altro, e sembra che non ci sia altro di cui parlare, non vedo perchè non menzionarla, visto che l’ordinanza è stata adottata anche, a mio parere, in funzione della stessa manifestazione “romanaccia”.