il partito del “NON VOTO”
pubblicato il 05 mar 2008
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E’ una questione che ormai mi attanaglia: Sono ormai alcuni anni che mi sono imposto di non votare, convincendomi del fatto che “io mi rappresento da solo”, una forma di protesta nei confronti di una “democrazia rappresentativa” sempre meno rappresentativa. Proprio oggi ho ricevuto una e-mail da un mio amico in erasmus a Bruxelles, il quale non ha la possibilità di tornare per le prossime elezioni del 13 e 14 aprile 2008, e conoscendo la mia opinione, ironicamente mi ha proposto di andare a votare al posto suo sostenendo che in fin dei conti, nella pratica, non sarebbe cambiato niente; beh! Dovro’ rifletterci …
Anche se mi sto convincendo che questa volta forse è utile andarci, non ho proprio intenzione di seguire come un pecorone i suggerimenti di Beppe Grillo che sicuramente è un ottimo comico e non solo, ma come uomo politico non lo stimo affatto. Innanzitutto per poche e concise ragioni:
- Punta troppo sulle liste civiche, come se fossero il metodo migliore per risolvere i danni creati dai partiti italiani, che sicuramente non hanno fatto del bene al nostro paese, soprattutto negli utlimi 15-20 anni, ma dal sostenere che le liste civiche siano il migliore rimedio a questa situazione politica italiana siamo veramente lontani. Sono convinto e sostengo fermamente che le liste civiche hanno rovinato la politica italiana, soprattutto quella locale, spesso mi piace citare a titolo di esempio di questa schizofrenia politica italiana il documentario curato da Riccardo Iacona “Pane e Politica” (per chi non lo avesse visto ne consiglio la visione).
- Cavalcare l’onda e la diffusione dell’antipolitica in Italia per poter urlare ad alta voce un vaffanculo generalizzato non credo che sia utile per risolvere i problemi del nostro paese. Personalmente l’8 settembre 2007 (il V-Day) a Bologna Grillo mi sembrava un Berlusconi sinistrorso, i bagni di folla e la massa inebetita dai media (sta volta sotto accusa stranamente è internet e non quella scatola infernale chiamata televisione) sono tipici di personaggi che ritengo poco affidabili e alquanto temibili. Pensando all’8 settembre e al 2 dicembre mi ritornano alla mente quelle immagini in bianco e nero e di bassa qualità, di un certo periodo oscuro che ando’ dal 1922 al 1943, in cui un certo “Benito” dal balcone di piazza venezia annunciava le “magnifiche” gesta dell’esercito fascista e italiano.
- Confesso che anche io fino a qualche tempo fa ero un (quasi) assiduo lettore del blog di Beppe Grillo. Ma da quando ho letto questo suo articolo, una sorta di reazione alla enorme polemica sollevata dai mass media italiani nei confronti degli immigrati rumeni, dopo quel “fattaccio” successo a Roma (l’omicidio-aggressione di Giovanna Reggiani), da quel momento mi sono deciso e imposto di boicottare il blog del celebre comico.
Personalmente, se dovessi sposare una causa sposerei quella della “politica del fare”, che probabilmente è sconosciuta anche a molti politici di professione del nostro paese, i quali sono maggiormente abituati a perseguire “non decisioni” che fare qualcosa di utile. Sicuramente il clima di antipolitica diffuso nel nostro paese (e spero di non essere stato frainteso fino a questo momento, non ne do la colpa a Grillo, e credo che se c’è un colpevole di tutto questo sicuramente è da rintracciare nella “casta dei palazzi”) non aiuta di certo ad avvicinare le persone ad una partecipazione più attiva alla vita politica, sembra che, più che altro, che sia più diffusa la capacità di protestare che quella di proporre.
Fatto sta che ancora non sono convinto di andare a votare ed esprimere qualche preferenza per qualche partito, il mio dubbio rimane se recarmi o meno al seggio giusto per annullare il mio voto e imbrattare un po la scheda.



























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