considerazioni fallimentari personali
pubblicato il 10 giu 2008
in linux, pubblica amministrazione
Ultimamente mi stanno tartassando un po di dubbi sul progetto FLOSS Marche, dubbi che scaturiscono da qualche chiaccherata informale sul progetto con alcuni conoscenti, alcuni fanno parte dei lug e che hanno seguito un po l’evoluzione del nostro lavoro (anche se non hanno partecipato direttamente).
Da cosa dipendono le loro opinioni e questioni che sollevano?
Giusto stamattina ho seguito un seminario ad Ancona alla CGIL, presentavano un libro di un sociologo, tale Carboni, (nato a Pergola tra l’altro se non ho capito male), il titolo del libro è “Società Cinica”. Uno degli argomenti di dibattito, anche questa volta, è stata “l’antipolitica”.
L’analisi è stata abbastanza approfondita, favorita dall’apporto di vari professori che insegnano nelle università marchigiane (per la maggior parte economisti, sociologi, e giuristi).
Questo inciso solo per dire che questo tema dell’antipolitica un po la fa da padrone. Soprattutto per quanto riguarda le opinioni di alcune persone a conoscenza del nostro progetto, le quali potrebbero rientrare in quell’alveo che permea la società, caratterizzato da una forte sfiducia nella politica e istituzioni di ogni sorta.
Cerco di riassumere queste opinioni più comuni che emergono dai discorsi sul tema FLOSS:
“ma una legge per imporre il FLOSS alla PA marhcigiana non serve a un c**zo, soprattutto in questa regione in cui i dirigenti e i vari funzioinari sono per la maggior parte filo Microsoft, e non ne capiscono niente, e sono corrotti/corruttibili”
“La PA sarebbe da abolire non da riformare”
“Quelli che lavorano nella PA sono tutti degli inetti”
“in Italia c’è troppo clientelarismo, un software spesso viene acquistato per dare lavoro ai “conoscenti”, vai a vedere e sono sempre le stesse aziende che hanno rapporti di lavoro con la PA ”
“Le aziende non hanno poi nessun interesse a fornire un buon prodotto. Tanto poi prima che il prodotto venga utilizzato passano mesi o anni, le leggi cambiano, il prodotto non è più valido ed è tutto da rifare, e quando poi lo iniziano ad usare hanno sempre un prodotto scadente”
Qualche volta non so dare torto a queste considerazioni. Un minimo di verità ne trapela.
E nonostante il livello “informale” e i vari luoghi comuni espressi in queste discussioni, emergono dei concetti precisi.
Tutte queste cose, mi hanno fatto scaturire alcuni dubbi causati anche dal mio pessimismo caratteriale.
Nella sostanza cerco di non farmi intimidire da questioni “antipolitiche” (o meglio, per non abusarne troppo di sto termine che ha veramente rotto le balle, diciamo “da questo clima di sfiducia nelle istituzioni e soggetti istituzionali”).
Tutto ciò non può comunque trascendere dall’opinione pubblica che si è diffusa intorno al progetto FLOSS Marche.
Non so bene se abbiamo veramente scelto uno strumento idoneo per agire a favore del FLOSS nella PA.
In Italia (purtroppo) “fatta la legge trovato l’inganno”, per non dire poi che di leggi ne abbiamo ben troppe.
Secondo me ci sono diversi rischi a cui andiamo incontro.
Tra tutti, (a parte che siamo un po in ritardo con le consegne) ma rischiamo di arrivare in ritardo anche alla eventuale approvazione della proposta di legge, e non so quanto sia utile poi, eventualmente, avere una legge regionale che rimanga solo sulla carta e non venga attuata con le dovute severità del caso.
Purtroppo è un rischio reale. e tutto il lavoro svolto in questi mesi diventerebbe inutile. Probabilmente questo spiega in parte anche la bassa partecipazione alla formulazione della proposta di legge.
Proprio sulla questione “partecipazione” personalmente ritengo che il FLOSS marche abbia fallito, e di molto. Nella sostanza sono stati veramente pochi i lug e fsug che hanno aderito al progetto. E quei pochi che hanno aderito non lo hanno fatto mai formalmente, nel senso che l’apporto al progetto è venuto da singoli elementi che magari fanno parte del mondo associativo (lug/fsug).
Sono stati veramente pochi i LUG che hanno aderito. E se hanno appoggiato il progetto non hanno partecipato direttamente e viceversa.
Se uno dei nostri intenti era di formare una rete per lo scambio e la condivisione delle esperienze, beh, questo non siamo riusciti a farlo.
Mia opinione sull’adesione dei LUG: Di fondo sono associazioni apolitiche, e probabilmente ha giocato a sfavore il fatto che sia stata una “parte” politica a promuovere l’iniziativa. Questa è solo una mia analisi/opinione a valutazione di una situazione generale; anzi personalmente penso che se non fosse stata proposta questa idea non saremmo neanche qui oggi a discutere di come sono andate e stanno andando le cose.
Le mie responsabilità sul fallimento del progetto..
Una cosa che è emersa anche nelle discussioni di una altro gruppo a cui ho partecipato: i METODI.
Putroppo sono una persona poco “democratica”, ho questo difetto. E probabilmente non ho saputo dare molto peso al metodo, per favorire partecipazione e coinvolgimento al progetto.
Mi accorgo che ho sbagliato nell’eccesso di presenza nel dibattito.
Gli strumenti previsti per lo scambio di idee e formulazione di contenuti sono fisiologicamente partecipativi. La mailing list, una volta iscritto, chiunque può dire la sua (e all’inizio, nei primi mesi, ha funzionato bene). Il wiki è uno spazio per definizione “collettivo” (il fatto di rendere le modifiche aperte solo ad utenti registrati non credo che abbia influito negativamente su questo), ma di fatto non sono stati molti gli utenti che hanno partecipato ai contenuti del wiki.
Però mi son trovato di fronte ad una situazione, nel momento in cui la partecipazione al progetto stava diminuendo, di fronte alla quale avremmo rischiato di fallire anche l’obiettivo della formulazione della proposta di legge.
E forse, se l’intento era di renderla una vera proposta di legge partecipata, sarebbe stato meglio fallire anche questo obiettivo, e rendersi conto quasi da subito che i presupposti non c’erano per proseguire il lavoro.
Ripensandoci con il “senno di poi”, probabilmente sarebbe stato maggiormente corretto partire dal coinvolgimento del sistema scolastico per favorire la diffusione del FLOSS non solo nella PA.
Un po come è stato fatto nella provincia di Bolzano con il progetto FUSS.
Nel merito dei contenuti del testo della proposta di legge non credo invece che ci siano punti “errati”. Ma probabilmente non sono neanche la persona più adatta a valutarne i contenuti. Visto che il mio punto di osservazione non è affatto esterno all’oggetto osservato, e la mia sarebbe una “valutazione” piuttosto inquinata ed “etnocentrica”.
Comunque, un testo della proposta di legge alla fine c’è anche se non ne saprei definirne la qualità.
Anche se sono rimaste ancora alcune questioni in sospeso (principalmente due, emerse nell’ultimo periodo) nella formulazione della proposta di legge:
1- la solita questione dei bandi di acquisizione del software.
2- una questione che è stata sollevata in alcuni commenti tra la raccolta delle firme online è quella del “digital divide”.
Ma d’altronde queste sono solo opinioni personali ….


























giugno 13th, 2008 on 13:21
Ciao, sono Alex
del “Free Software User Group Italia” ( http://www.fsugitalia.org ). Ho letto con particolare interesse il tuo articolo su questo blog, anche se in realta stavo cercando altro. Come gruppo e come modus operandi noi non siamo un lug, e cerchiamo di operare il più possibile su vasta scala. Ci interessiamo molto a questo tipo di iniziative, anche se, cerchiamo di stare alla larga da posizioni partitiche di qualsivoglia tipo; si tratta di un fatto di coerenza che dobbiamo portare verso gli utenti, ma soprattutto verso la causa che ci prefiggiamo, che in nessun modo deve essere strumentalizzata a fini politici. Cio tenendo conto anche delle parole del fondatore del movimento “Free Software”, Richard Stallman.
Ciò non toglie che l’iniziativa sia interessante, e non mi dispiacerebbe se tu mi mandassi un po’ di materiale informativo, sempre che la cosa sia ancora attiva.
Il tuo problema probabilmente è stato l’impatto con i lug, e ti posso garantire che anche io sto penando per la stessa cosa. Sto cercando di far collaborare più lug insieme per creare una iniziativa unitaria in una determinata zona. Il problema è che, pur stando a mezz’ora di macchina gli uni dagli altri, molte volte sono persone che non si smuovono dal loro background localistico, perdendo molte volte, l’occasione di portare avanti, altre buone iniziativa a più ampio respiro (come poteva essere questa).
In sostanza molte volte si chiudono a riccio sulla loro mailing list, e si occupano solo del LinuxDay. Difficilmente si proiettano avanti su cose che non sono sotto la loro stretta ed unitaria egida.
Gia per esempio convincere taluni a scrivere le stesse cose che scrivono sulla mailing list, metterle su un sito aperto a tutti, risulta essere una vera faticaccia.
Ma devi anche capire che l’ambiente Linux in italia è così da molti anni, e nonostante ci sia un forte vento di cambiamento, i lug, soprattutto quelli più storici, difficilmente cambiano modo di operare.
Con questo non voglio dire che non mi piacciano i lug; con molti siamo riusciti ad instaurare delle ottime vie collaborative, e si sono dimostrati aperti e non legati troppo al loro “piccolo giardino”. Solo che non sono tutti così….
Ad ogni modo vediamo se c’è modo, e sopratutto se hai voglia di portare avanti qualcosa con fsugitalia. Nel caso, come dicevo, mandami un po di documentazione, in modo che io la possa valutare con calma.
In caso contrario capirò (in effetti non abbiamo basi d’appoggio nelle marche, quindi a livello locale non ti possiamo dare effettivamente una mano, ma possiamo solamente provare a pubblicizzare un po’ qua e la, o al limite a buttare giù qualche idea.)
giugno 14th, 2008 on 06:09
ancora il progetto è attivo.
il materiale lo puoi trovare sul wiki
http://flossmarche.netsons.org/
giugno 19th, 2008 on 00:59
Caro Matteo,
come avevo capito subito dal tuo accenno via mail,
ti sei scontrato con la famosa e atavica “apatia dei LUG/FSUG” :)
Non ti preoccupare non è grave,
è un momento che passano tutti “i leader”, tutti quelli che tentano di costruire qualcosa dedicando
anche piu’ del tempo disponibile a fare qualcosa per un gruppo che … diciamo… ancora non è ben formato, ancora non ha una propria identità.
Non è grave,
ma non bisogna farsi abbattere, altrimenti è la fine.
Se in questo momento non assapori il bicchiere mezzo pieno rischi di rinchiuderti in te stesso.
Ci sono passato anch’io, un po’ prima di te, se ti può essere d’aiuto.
Dal 2003 cerchiamo di portare avanti il PDP a Fabriano.
A volte mi sono chiesto se tutto questo ha un senso,
se ci sono modi migliori per impiegare le proprie energie,
insomma… il gioco vale la candela ?
Io mi sono risposto di sì,
ne vale la pena per tutte quelle volte che:
- incontri qualcuno che non sa niente del Software Libero e puoi dirgli di iscriversi alla mailing-list
- ti ritrovi a bere una birra condividendo ciò che hai fatto e ciò che avresti potuto fare
- sai che altri beneficiano del tuo lavoro pur non sapendo che tu gli hai dedicato il tuo tempo libero
- ti chiedi se fai parte della comunità del Software Libero
- ti incontri con altri che come te hanno dedicate le loro forze a creare un gruppo disorganizzato
- qualcuno chiede chi si occupa di Software Libero nella zona
- pensi che potresti fare di meglio e lo farai perché puoi valutare pro e contro delle esperienze che già hai fatto :)
Si deve crescere molto sul metodo, ma si può crescere solo tutti insieme.
Il seme è il passo iniziale, il piu’ importante. Prima o poi verrà gettato in un terreno fertile.
Ma la ricerca del terreno fertile non è sempre facile…
Comunque io il terreno del FLOSS Marche lo vedo abbastanza fertile e di seguito mi spiego meglio.
Riguardo alla scarsa partecipazione ho una prospettiva diversa:
1. hai ragione che i LUG/FSUG sono dei “disgraziati”, purtroppo mancano molto del senso di “gruppo”
2. non mi sembrano pochi i gruppi che gravitano attorno all’esperienza FLOSS Marche, anche solo a livello di rappresentante singolo. Sono sicuro che i rappresentanti hanno poi provveduto a tenere aggiornati i rispettivi gruppi, che quindi hanno avuto modo di condividere il lavoro svolto
3. alla richieste di feedback da me inoltrata a vari gruppi extra-Marche con cui sono in contatto ho ricevuto numerose risposte, anche da personaggi noti nel campo del Software Libero. Questo punto va indubbiamente a favore della collaborazione.
4. le persone purtroppo faticano a complimentarsi per un lavoro ben fatto, ma non esitano a criticarlo se presenta delle imperfezioni. Quindi, se non ricevi feedback è anche probabile che il lavoro sia svolto bene, anche perché alla fine mi sembra che (se non elaborato) sia stato revisionato con metodo partecipativo. Ovviamente serve sempre qualcuno che dia una sgrossata, una traccia da seguire, tiri le fila del discorso … e questa volta sei stato tu. COMPLIMENTI, hai fatto veramente un ottimo lavoro !
Per me è stata sicuramente un’esperienza molto positiva,
che ha portato alla realizzazione di una proposta di legge sul FLOSS molto ben articolata (la linko va).
La proposta raccoglie effettivamente l’esperienza del movimento FLOSS internazionale reinterpretato da quei gruppi che hanno potuto partecipare alla stesura e alla revisione effettiva della stessa.
Abbiamo raccolto materiale da altre leggi, nazionali e internazionali. Ne abbiamo parlato nei nostri gruppi, abbiamo ascoltato le opinioni di chi ha voluto dire la sua, e, oltre al consigliere Regionale Michele Altomeni (cui va il merito di aver gettato il seme per l’iniziativa), anche altri partiti stanno accogliendo e supportando la proposta.
Io la vedo in quest’ottica e mi sembra sia un’iniziativa di grande respiro, che probabilmente continuerà su altri fronti dopo che la Proposta di Legge sarà presentata.
Pian piano si affermerà l’identità di questo gruppo e si vedrà anche crescere il numero di attivisti, ma si sa… Roma non è stata costruita in un giorno…
Per il resto… ragioniamo sulle prospettive future, facendo tesoro degli errori, identificando gli obiettivi e le relative esigenze.
Finché si fa, niente è fallimentare, questo è il mio motto, e questo è il perché cambierei il titolo del post.
Tutto questo ovviamente IMHO,
ciao, tuo perseverante e ottimista
fero
giugno 19th, 2008 on 12:28
Direi che fero non ha tutti i torti, anzi. Nonostante le difficoltà riscontrate, ti consiglio di non mollare con il progetto. Come ti ho già detto privatamente, vedremo di cercare di pubblicizzare il progetto FLOSS Marche, e le altre cose che mi hai scritto. (mi scuso se non riporto tutto).
Avanti con il floss marche…. fsugitalia, nel limite delle sue possibilità è con voi e con il progetto.
E se puoi tieni aggiornati sul progetto.
giugno 20th, 2008 on 00:09
Nonostante che Egloo in questo periodo sia un po’ in “crisi” (ebbene sì, anche noi siamo umani)!!! A nome di Egloo, Vi daremo una mano!!!
Naturalmente vi terrò aggiornati…
Non vi “demoralizzate”!!! :)
giugno 20th, 2008 on 10:58
Ciao Matteo,
ti scrivo una nota veloce perche’ vado di fretta. Non ho neanche il tempo di leggere con calma le altre risposte che hai avuto. Ne riparlero’ piu’ diffusamente in seguito. Dico solo: non prenderti colpe che non hai avuto! Non essere ingiusto verso te stesso. Il lavoro fatto con il FLOSS marche e le reazioni avute fino ad oogi erano prevedibili e nella norma. I tempi che ci siamo dati inizialmente sono forse stati troppo lunghi, ma li abbiamo rispettati.
Non credere che nelle altre regioni che hanno approvato una legge analoga (l’Umbria) sia tutto rosa e fiori. Qualche giorno fa sono stato a cena insieme a un dipendente del servizio informatica dell’Umbria che mi ha raccontato un po’ di retroscena sulla loro legge. Bella ma solo di facciata. Con un sorriso amaro ha commentato che al di la delle belle parole, anche li’ non si fa cosa che la Microsoft non voglia.
Siamo solo all’inizio e vedo segni di cambiamento.
Ciao
Luca
giugno 20th, 2008 on 12:44
Si, confermo che la situazione “Umbra” ( e lo dico in qualità di ex-frequentatore della zona ), non è tutta rose e fiori. Detto questo non c’è da scoraggiarsi. Per esempio la provincia di Roma, ha fatto notevoli passi avanti in merito ( cito da http://www.youtube.com/watch?v=uo0DuzXfkjE&eurl=http://linux-club.org/la-repubblica-del-software , che un video realizzato dall’ottimo arturo di corinto).
Anche in umbria per esempio è nato un progetto noto come osspg, con il quale stiamo avendo l’onore di collaborare ( more info su: http://www.fsugitalia.org/vediiniziativa.php?pagina=osspg ).
Sono piccoli passi, ma sono necessari per cominciare. Secondo me ci possono essere delle buone idee da portare avanti su questo progetto, ed in merito ne parlavo con Daniele S. di egloo. Nel caso ti riferirà lui.
giugno 20th, 2008 on 14:04
Cerco di spiegare il motivo che mi ha spinto a srivere questo post, tentando di rispondere un po a tutti i commenti ricevuti:
Per come lo intendo personalmente, ma forse mi ero un po illuso, pensavo che questo progetto avesse potuto “cambiare il mondo”, ma effettivamente mi accorgo solo adesso che non sarebbe potuto essere così.
Credo che siamo giunti in una fase in cui occorra rivedere i nostri obiettivi. E penso che un gruppo di persone se non lavora per obiettivi sarà molto difficile che faccia qualcosa di buono, ecco, fondamentalmente l’obiettivo principe del progetto FLOSS Marche è stato raggiunto, e mi dispiacerebbe che il gruppo, che si è creato in questi mesi, smetta di lavorare adagiandosi su ciò che è stato realizzato, perchè così facendo il nostro lavoro rischia veramente di concludersi in “un nulla”.
Scrivendo questo post, ho esagerato un po calcando la mano nel sottolineare gli aspetti negativi del nostro lavoro, ma spero che non mi abbiate frainteso, la mia opinione sul progetto FLOSS Marche non trascende dagli aspetti positivi del nostro lavoro.
Anzi, di aspetti positivi ce ne sono a partire dal fatto che questa proposta di legge è stata scritta con metodi partecipativi, attraverso canali di comunicazione che hanno permesso la condivisione delle esperienze e conoscenze, lo scambio di opinioni e quant’altro.
Purtroppo il mio carattere pessimista mi ha portato a scrivere un post che evidenzia solo gli aspetti negativi, ma una delle mie intenzioni era ed è di vivacizzare anche un po la discussione in merito al nostro progetto.
E questo un po si addice al mio metodo di lavoro.
Nel senso che, in questa fase in cui siamo giunti, potrebbe essere opportuno mettere in discussione il lavoro svolto per comprenderne i punti di criticità e le potenzialità. E questo dovrebbe avvenire IMHO in funzione della ridefinizione dei nostri obiettivi.
Quindi non me ne “vogliate” se ho recitato la parte del disfattista, ma nella mia visione dei fatti mi sembra che si stiano offuscando un po i nostri obiettivi, (in parte ciò potrebbe essere dovuto anche al fatto che l’obiettivo principale della formulazione della proposta di legge sia stato raggiunto), e penso che il metodo migliore per ridefinire le “strategie di azione” sia prorio capire gli sbagli per evitare di farne di nuovi.
@Luca:
E’ vero “siamo solo all’inizio” .. ma siamo sicuri di aver agito bene fino a qui? .. io non lo so, e credo che parlarne sia la cosa migliore.
Ed è anche vero che ci sono segni di cambiamento e qualcuno che condivide e apoggia il nostro lavoro si è fatto avanti.
Da dove ripartiamo? ..
Avanzo uno spunto .. secondo me bisognerebbe agire su due binari:
- miglioramento del testo della proposta di legge
- promozione del sw FLOSS (definendone le strategie, per fare in modo anche che la proposta di legge abbia successo)
Ma spero che emerga qualcosa di condiviso dalla prossimo incontro di martedì 24 giugno.
http://tinyurl.com/6f823a