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	<title>Matteo Vitali WeBlog &#187; linux</title>
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		<title>Software Libero e Open Source: prospettive e progettualità per la Regione Marche e per le reti socio-economiche locali</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 23:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
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Venerdi 27 novembre 17:00 &#8211; 20:00 
presso la fiera Eco&#38;Equo (Sala 1)
Largo Fiera della Pesca 11 &#8211; 60125 Ancona (AN) 

Un convegno che intende affrontare il rapporto tra Software Libero e Open Source (FLOSS), Pubblica Amministrazione e reti di economia locale, al fine di identificare strategie e una progettualità utili al contesto regionale marchigiano, usufruendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><strong><img class="alignleft" title="floss@eco&amp;equo" src="http://flossmarche.netsons.org/wiki/images/Floss-ecoequo.jpg" alt="" width="350" height="95" /></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong>Venerdi 27 novembre 17:00 &#8211; 20:00 </strong><br />
<em>presso la fiera Eco&amp;Equo (Sala 1)<br />
Largo Fiera della Pesca 11 &#8211; 60125 Ancona (AN) </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Un convegno che intende affrontare il rapporto tra Software Libero e Open Source (FLOSS), Pubblica Amministrazione e reti di economia locale, al fine di identificare strategie e una progettualità utili al contesto regionale marchigiano, usufruendo del contributo di esperti del settore e testimoni che hanno già attivato progetti e programmi nelle amministrazioni locali. L&#8217;evento è strutturato per fare in modo che vengano espressi gli aspetti generali del Software Libero e Open Source in relazione al panorama nazionale e le buone pratiche e processi per l&#8217;adozione sperimentati presso gli enti locali e le Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span id="more-278"></span>Venerdì 27 novembre, alle ore 17, presso la sala convegni (sala 1) del quartiere fieristico di Ancona, all&#8217;interno della Fiera Eco&amp;Equo, la “Fiera dell&#8217;attenzione sociale, ambientale e dell&#8217;economia alternativa e solidale”, giunta alla 6° edizione, si svolgerà un incontro con alcune delle più autorevoli voci a sostegno del Software Libero e Open Source, tra tutti Renzo Davoli, professore Associato all&#8217;Università di Bologna.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;iniziativa è organizzata da REES Marche (Rete di Economia Etica e Solidale marchigiana) e dalla Regione Marche, in collaborazione con il gruppo FLOSS Marche, ed avverrà proprio all&#8217;interno degli eventi ufficiali della Fiera Eco&amp;Equo, perché il software libero è una scelta di sostenibilità oltre che di innovazione del mercato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Interverranno:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Luca Ferroni</strong> &#8211; Gruppo FLOSS Marche: saluti e motivazioni del convegno</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Michele Altomeni</strong> &#8211; Consigliere regionale: l&#8217;idea e il percorso del FLOSS Marche</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Renzo Davoli</strong> &#8211; Professore Associato all&#8217;Università di Bologna: spirito libero e materia grigia (come cambiare negli enti pubblici, nelle scuole e nelle aziende).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Maria Laura Maggiulli</strong> &#8211; Rappresentante IT della Regione Marche: esperienze e impressioni nell&#8217;adozione di FLOSS in Regione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Dimitri Tartari</strong> &#8211; Coordinatore progetto EROSS: rapporto indagine sull&#8217;adozione Open Source in Emilia Romagna</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Federica Cenacchi</strong> &#8211; Responsabile Progetti FLOSS-Desktop al Comune di Bologna: migrazione a OpenOffice.org nel Comune di Bologna</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">* <strong>Egidio Cardinale</strong> &#8211; Team Bright Ubuntu: l&#8217;esperienza locale di Bright Ubuntu</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><!-- 	&lt;!  		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	 &gt; 	 --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per maggiori informazioni:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://flossmarche.netsons.org/">www.flossmarche.netsons.org</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.ecoandequo.it/">www.ecoandequo.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Linux Day 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
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		<category><![CDATA[computers]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[LinuxDay 2009 – Quando una scelta è una scelta
Una serie di interventi dedicati a chi non conosce Linux ed il Software Libero si susseguiranno per tutta la giornata in un clima amichevole e coinvolgente. Sabato 24 ottobre, tutti coloro che parteciperanno, potranno toccare con mano i benefici che i programmi a codice sorgente aperto possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linuxday.it/"><img class="alignleft" style="margin: 3px 5px;" title="ldk9" src="http://www.linuxday.it/images/log0ld2k9.gif" alt="" width="90" /></a>LinuxDay 2009 – Quando una scelta è una scelta</p>
<p>Una serie di interventi dedicati a chi non conosce Linux ed il Software Libero si susseguiranno per tutta la giornata in un clima amichevole e coinvolgente. Sabato 24 ottobre, tutti coloro che parteciperanno, potranno toccare con mano i benefici che i programmi a codice sorgente aperto possono portare, chiedendo informazioni a riguardo, provando di persona ad utilizzarlo e vedendone il possibile impiego pratico nella la vita di tutti i giorni. L&#8217;ingresso è libero e gratuito.<br />
Il Linux Day 2009 è promosso dall&#8217;Associazione no-profit ILS (Italian Linux Society) ed è organizzato localmente dai LUG (Linux Users Group) italiani. Anche quest’anno il Fortunae LUG organizza il Linux Day a Pesaro, presso la biblioteca &#8220;Vittorio Bobbato&#8221; (sede dell&#8217;IperCOOP, per informazioni: <a href="http://www.bobbato.it/" target="_blank">http://www.bobbato.it</a>).<br />
Negli ultimi anni infatti gli appassionati di Linux e del Software Libero sono cresciuti (si stima abbiano raggiunto il ragguardevole numero del 10% degli utenti di computer) e in tutta Italia gli utenti di questo nuovo sistema operativo hanno cominciato a crescere ed organizzarsi.<br />
Maggiori informazioni e il programma completo della giornata sono disponibili sul sito internet<br />
<a href="http://www.fanolug.org." target="_blank">http://www.fanolug.org.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Una legge nazionale per le libertà digitali</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 13:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://unaleggeperlarete.wordpress.com
Il 6 luglio 2008, esattamente un anno fa, iniziò il percorso che ha portato alla stesura del disegno di legge “Disposizioni per garantire la neutralità della rete di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero”.
L&#8217;impegno, durante questo anno di lavoro, si è rivolto al favorire un ampio confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fonte: <a href="http://unaleggeperlarete.wordpress.com/2009/07/06/non-smobilitiamoci/" target="_blank">http://unaleggeperlarete.wordpress.com</a></em></p>
<p><a href="http://frontieredigitali.net"><img class="alignright" title="frontiere digitali" src="http://frontieredigitali.net/images/6/65/Fdn.png" alt="" width="170" height="103" /></a>Il 6 luglio 2008, esattamente un anno fa, iniziò il percorso che ha portato alla stesura del disegno di legge “Disposizioni per garantire la neutralità della rete di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero”.</p>
<p>L&#8217;impegno, durante questo anno di lavoro, si è rivolto al favorire un ampio confronto sul d.d.l., utilizzando le opportunità della rete.</p>
<p>Il disegno di legge, che ha avuto nel progetto di legge della Regione Sardegna – con un significativo contributo di Flavia Marzano, Massimo Dadea, Antonella Giglio – un suo riferimento e ha potuto giovarsi dei suggerimenti – davvero preziosi – di Angelo Meo e Stefano Rodotà, si è via via definito grazie alle osservazioni e agli spunti che ci avete offerto sul wiki <a href="http://frontieredigitali.net/index.php/Disegno_di_legge" target="_blank">frontiere digitali</a>, sul blog <a href="http://unaleggeperlarete.wordpress.com" target="_blank">unaleggeperlarete.wordpress.com</a> o nel <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=73886455298" target="_blank">gruppo su facebook</a>.</p>
<p>Gli argomenti sono certo importanti e rilevanti: la neutralità della rete, il free software, la banda larga per tutti; ma la partecipazione e la qualità dei commenti hanno superato qualsiasi attesa.</p>
<p>Insomma, una discussione ad ampio raggio, che ha utilizzato le diverse forme di comunicazione.</p>
<p>Ora si è conclusa la prima fase. Il testo della proposta di legge sarà depositato  in Senato e il d.d.l. seguirà l’iter parlamentare.</p>
<p>Il dibattito resta comunque aperto considerando decisiva la partecipazione dei cittadini, nonché la sincera passione civile e democratica della società civile.</p>
<p>Ne attendero&#8217; ansiosamente risvolti e aggiornamenti :) &#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>script bash per creare screenshot</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono giunto finalmente ad ottenere uno script in bash ottimale che mi permette con una semplice scorciatoia da tastiera di creare degli screenshot che vengono salvati automaticamente con un numero progressivo.
Cio&#8217; mi serviva inizialmente sul mio aceraspireone in cui ho installato xubuntu e  dato che xfce non ha nessuna applicazione decente per creare screenshot mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono giunto finalmente ad ottenere uno script in bash ottimale che mi permette con una semplice scorciatoia da tastiera di creare degli screenshot che vengono salvati automaticamente con un numero progressivo.</p>
<p>Cio&#8217; mi serviva inizialmente sul mio aceraspireone in cui ho installato xubuntu e  dato che xfce non ha nessuna applicazione decente per creare screenshot mi sono dovuto arrangiare in questa maniera.</p>
<p>Innanzitutto allego il link al post che mi ha risolto molte cose e da cui ho preso spunto:<br />
<a href="http://gnulinuxblog.com/how-to/take-screenshots-in-xfce/" target="_blank"> http://gnulinuxblog.com/how-to/take-screenshots-in-xfce/</a></p>
<p>La guida presente in quel post pero&#8217; non mi soddisfava molto,  perchè usando la patch presente in fondo ai commenti che aggiunge la data, l&#8217;ora, minuti e secondi salvava un file con una stringa di troppi numeri e mi faceva un po&#8217; confusione.</p>
<p>Mi sono quindi dedicato a creare uno script personalizzato che mi permettesse di creare degli screenshot premendo semplicemente un tasto e di salvare progressivamente gli screenshot in una directory preferita.<span id="more-159"></span></p>
<p>Perchè lo script funzioni occorre installare prima di tutto il pacchetto imagemagick (potete usare il gestore dei pacchetti della vostra distro o trovare i sorgenti con una semplice ricerca su google), in ubuntu o debian:</p>
<p><strong><em>sudo apt-get install imagemagick</em></strong></p>
<p>Creiamo la nostra directry dove più ci piace (io ad esempio l&#8217;ho creata semplicemente in home, quindi <em>/home/user/screenshot</em>):</p>
<p><strong><em>mkdir ~/screenshot</em></strong></p>
<p>Ora con un editor di testo apriamo un file chiamato <em>scrennshot</em> e lo salviamo in <em>/usr/bin</em> , all&#8217;interno del file inseriamo queste righe di codice:</p>
<p><em><strong>#/bin/bash<br />
NUM=$(/bin/ls ~/screenshot | tail -1 | cut -d &#8211; -f 2 | cut -d . -f 1)<br />
if [ -z $NUM ]; then<br />
xwd -root | convert xwd:- ~/screenshot/screenshot-%02d1.png<br />
else<br />
if [ $NUM -lt 9 ]; then<br />
N=$(expr $NUM + 1 )<br />
xwd -root | convert xwd:- ~/screenshot/screenshot-%02d$N.png<br />
else<br />
if [ $NUM -lt 99 ]; then<br />
N=$(expr $NUM + 1 )<br />
xwd -root | convert xwd:- ~/screenshot/screenshot-%01d$N.png<br />
else<br />
N=$(expr $NUM + 1 )<br />
xwd -root | convert xwd:- ~/screenshot/screenshot-$N.png<br />
fi<br />
fi<br />
fi<br />
</strong></em></p>
<p>E rendiamo il file eseguibile:</p>
<p><strong><em>sudo chmod + x /usr/bin/screenshot</em></strong></p>
<p>A questo punto se da terminale digitiamo semplicemente <em>screenshot</em> dovremmo avere all&#8217;interno della nostra directory creata precedentemente il file <em>screenshot-001.png</em>, se ridigitiamo screenshot da terminale dovrebbe salvarsi il file <em>screenshot-002.png</em> e via via fino <em>screenshot-1000.png.</em></p>
<p>Basterebbe a questo punto aggiungere una scorciatoia da tastiera con la combinazione dei tasti più a voi congeniale che richiami semplicemente al comando &#8220;<em>screenshot</em>&#8221; in modo da avere la possibilita&#8217; di creare degli screenshot dell&#8217;intero schermo premendo un semplice tasto della vostra tastiera.</p>
<p><em>(thanks to Filippo and Nick)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>directory o cartelle?!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 13:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[computers]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://trotto1308.netsons.org/wordpress/wp-content/dir-cart.png"><span id="more-156"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-157" title="dir-cart" src="http://trotto1308.netsons.org/wordpress/wp-content/dir-cart.png" alt="dir-cart" width="564" height="372" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>apache su aspireone</title>
		<link>http://trotto1308.netsons.org/wordpress/apache-su-aspireone</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 16:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[computers]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[aspireone]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho installato un server web LAMP sul mio aspireone, cosi&#8217; posso dilettarmi su qualche applicativo web-based anche sul mio netbook.
Ora nonostante l&#8217;installazione di tutte le librerie e pacchetti fosse stata eseguita correttamente mi si poneva un problema: dato che nella guida della community di ubuntu viene consigliato di montare (editando il file /etc/fstab) la dirrectory [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho installato un server web LAMP sul mio aspireone, cosi&#8217; posso dilettarmi su qualche applicativo web-based anche sul mio netbook.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora nonostante l&#8217;installazione di tutte le librerie e pacchetti fosse stata eseguita correttamente mi si poneva un problema: dato che nella <a href="https://help.ubuntu.com/community/AspireOne" target="_blank">guida della community di ubuntu</a> viene consigliato di montare (editando il file /etc/fstab) la dirrectory /var/log sulla ram, per salvaguardare un minimo la memoria SD dai continui salvataggi dei log, l&#8217;avvio di apache non andava a buon fine perchè gli mancava contiunuamente la directory /var/log/apache2, che viene logicamente cancellata ad ogni riavvio. Nel mio /etc/fstab si legge:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>tmpfs      /var/log/apt    tmpfs        defaults           0    0<br />
tmpfs      /var/log        tmpfs        defaults           0    0<br />
tmpfs      /tmp            tmpfs        defaults           0    0<br />
tmpfs      /var/tmp        tmpfs        defaults           0    0</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Con queste configurazioni , per far partitire apache avrei dovuto ogni volta creare a mano la directory in quesitone e poi avviare il demone di apache. A questo punto mi sono posto quindi il problema di avviare automaticamente apache.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione a cui avevo pensato era questa (anche se un po&#8217; spartana): creo uno script che all&#8217;avvio del netbook fa quello che dovrei fare a mano.<br />
Per fare questo mi sono scritto lo script</p>
<p style="text-align: justify;"><em>#/bin/sh<br />
mkdir /var/log/apache2<br />
/etc/init.d/apache2 start<br />
#end</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-112"></span><br />
Lo salviamo con il nome di &#8220;startapache&#8221; e lo rendiamo eseguibile:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>chmod +x startapache</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se a questo punto lo copiamo dentro /usr/bin avremo un comando personalizzato che ci crea la directory mancante e avvia apache. (da terminale basta digitare startapache)</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece vogliamo far avviare in automatico ad ogni boot di linux apache salviamo il file startapache in /etc/init.d/<br />
A questo punto dobbiamo solo controllare l&#8217;ordine di Start e Kill (S e K) dentro le directory /etc/rc?.d</p>
<p style="text-align: justify;">Da terminale digitiamo</p>
<p style="text-align: justify;"><em>runlevel</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">il mio risultato è 2, quindi entriamo in /etc/rc2.d e controlliamo i valori di S del demone di apache. Da me è presente S91apache2.<br />
In /etc/rc1.d invece ho K09apache2</p>
<p style="text-align: justify;">Ora basta automatizzare con update-rc.d  la creazione dei link del sysv init, in<br />
pratica crea alcuni link (S* e K*) in /etc/rc?.d<br />
teoricamente:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>update-rc.d script default S-1 K+1</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">quindi nel mio caso (da dentro /etc/inir.d):</p>
<p style="text-align: justify;"><em>update-rc.d startapache default 90 10</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>upgradeare a ubuntu 8.10 senza aspettare</title>
		<link>http://trotto1308.netsons.org/wordpress/upgradare-ubuntu810</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 17:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mini howto]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono due modi per farlo:
- se si è installato la release candidate di ubuntu 8.10 basta digitare da shell:
#sudo apt-get dist-upgrade
- se si ha installato una versione precedente della 8.10:
o modificare il file /etc/apt/source.list commentando i repository esistenti ed aggiuungendo i nuovi repositori di Intrepi Ibex. Una volta fatto questo e salvato il file basta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono due modi per farlo:</p>
<p style="text-align: justify;">- se si è installato la release candidate di ubuntu 8.10 basta digitare da shell:</p>
<p><em>#sudo apt-get dist-upgrade</em></p>
<p style="text-align: justify;">- se si ha installato una versione precedente della 8.10:</p>
<p style="text-align: justify;">o modificare il file <em>/etc/apt/source.list</em> commentando i <a href="http://www.lucamarchi.com/2008/10/06/aggiornare-a-ubuntu-intrepid-ibex-beta/" target="_blank">repository</a> esistenti ed aggiuungendo i nuovi repositori di Intrepi Ibex. Una volta fatto questo e salvato il file basta digitare da shel:</p>
<p><em>#sudo apt-get update</em></p>
<p><em>#sudo apt-get dist-upgrade</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230; e attendere</p>
<p style="text-align: justify;">o se non si vuole mettere mano al terminale:</p>
<p><em>#sudo update-manager -d</em></p>
<p style="text-align: justify;">e cliccare sul bottone in alto a destra dove vi dice che è disponibile una nuova versione (&#8230; e attendere)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un possessore in piu&#8217; di un acer aspireone sulla faccia della terra</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 00:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[computers]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mini howto]]></category>

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		<description><![CDATA[Da pochi giorni a questa parte, tre per la precisione, esiste un ulteriore possessore di acer aspireone sulla faccia della terra. Eh si, mi sono deciso di comperarlo!
Non so perchè lo abbia preferito ad un più consueto asus eeepc, ma forse la sua linea e design me lo hanno fatto preferire al più celebre concorrente.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da pochi giorni a questa parte, tre per la precisione, esiste un ulteriore possessore di <a title="aceraspireone" href="http://www.acer.it/aspireone/" target="_blank">acer aspireone</a> sulla faccia della terra. Eh si, mi sono deciso di comperarlo!<br />
Non so perchè lo abbia preferito ad un più consueto asus eeepc, ma forse la sua linea e design me lo hanno fatto preferire al più celebre concorrente.<br />
A 299 € è un buon affare. Se non fosse che un utente di basso profilo e con poca esperienza in ambiente linux probabilmente si troverebbe un po&#8217; spaesato con il sistema operativo Linpus che l&#8217;aspireone monta out of box. Anche il sottoscritto ha avuto i suoi non piccoli problemucci nell&#8217;impatto con la distro taiwanese (se non sbaglio). Così ho optato per installare <a title="xubuntu" href="http://xubuntu.org/" target="_blank">xubuntu</a> nel mio nuovo minipc, data anche la mia maggiore affinità con le distro debian like (utilizzare yum al posto di apt-get già mi creava scompiglio). Per creare la live di xubuntu avviabile da pendrive ho impiegato una giornata e mezza; mi ero intestardito nel voler creare la pendrive seguendo le guide meno facili, fino a scoprire che con ubuntu-LiveUSB è possibile creare abbastanza semplicemente la distro live di ubuntu (o di distro ubuntu like).<br />
Quindi mi sono scaricato <a title="ubuntuliveusb" href="http://linux.softpedia.com/get/System/Installer-Setup/Ubuntu-LiveUSB-39755.shtml" target="_blank">ubuntu-LiveUSB</a> e l&#8217;ho copiata nella pendrive formattata in fat32 e ho masterizzato la iso di xubuntu su un CD riscrivibile. Una volta avviato il CDlive ho inserito la pendrive nella USB e installato ubuntu-LiveUSB dal file .deb che avevo precedentemente copiato nella pendrive. Aprendo un terminale e digitando nella shell &#8220;liveusb&#8221; si avvia il programmino con interfaccia grafica per installare la live su USB.<br />
Non so perchè ma ubuntu-LiveUSB ha impegato un&#8217;intera nottata per terminare il processo di installazione .. e io ne ho approfittato per dormire un po&#8217; :)<br />
Creata la live di xubuntu sulla pendrive ne ho proceduto con l&#8217;installazione nell&#8217;aspireone. Una volta installato, cosa abbatanza semplice, ho seguito <a title="ubuntu-aspireone" href="https://help.ubuntu.com/community/AspireOne" target="_blank">questa guida</a>, molto utile, dal wiki di ubuntu. Non tutte le configurazioni consigliate hanno funzionato, anzi, ho compromesso la prima installazione di xubuntu e ho dovuto rifare tutto.<br />
Ma probabilmente i consigli presenti nella guida non tengono conto del fatto che io ho installato la /home su una SD memory card (da 8Gb) inserita nello slot per l&#8217;espansione della memoria fisica dell&#8217;aspireone. E alla fine i punti &#8220;CARD READER&#8221; e &#8220;OPTIMIZING SSD PERFORMANCE&#8221; della guida dovrebbero essere stati la causa del mio disguido.</p>
<p style="text-align: justify;">Con xubuntu 8.04 non funziona ancora tutto, ad esempio il suspende e hibernate hanno dei problemini come anche il microfono integrato. Per la wireless è bastato installare i driver madwifi come da guida ed ora funziona. Leggendo qua e la sembrerebbe che con la versione 8.10 Intrepid Ibex (e il kernel 2.6.27) dovrebbero risolversi i problemi con la sospensione e del microfono.<br />
Ne attenderò il rilascio ufficiale della 8.10 prima di upgradeare xubuntu.</p>
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		<title>Penguins Linux Related</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 21:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[LinuxMarche]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PLHjT5-XM9o&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/PLHjT5-XM9o&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>considerazioni fallimentari personali</title>
		<link>http://trotto1308.netsons.org/wordpress/considerazioni-fallimentari</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 17:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Vitali</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente mi stanno tartassando un po di dubbi sul progetto FLOSS Marche, dubbi che scaturiscono da qualche chiaccherata informale sul progetto con alcuni conoscenti, alcuni fanno parte dei lug e che hanno seguito un po l&#8217;evoluzione del nostro lavoro (anche se non hanno partecipato direttamente).
Da cosa dipendono le loro opinioni e questioni che sollevano?
Giusto stamattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente mi stanno tartassando un po di dubbi sul progetto <a href="http://flossmarche.netsons.org">FLOSS Marche</a>, dubbi che scaturiscono da qualche chiaccherata informale sul progetto con alcuni conoscenti, alcuni fanno parte dei lug e che hanno seguito un po l&#8217;evoluzione del nostro lavoro (anche se non hanno partecipato direttamente).<br />
Da cosa dipendono le loro opinioni e questioni che sollevano?<br />
Giusto stamattina ho seguito un seminario ad Ancona alla CGIL, presentavano un libro di un sociologo, tale Carboni, (nato a Pergola tra l&#8217;altro se non ho capito male), il titolo del libro è &#8220;Società Cinica&#8221;. Uno degli argomenti di dibattito, anche questa volta, è stata &#8220;l&#8217;antipolitica&#8221;.<br />
L&#8217;analisi è stata abbastanza approfondita, favorita dall&#8217;apporto di vari professori che insegnano nelle università marchigiane (per la maggior parte economisti, sociologi, e giuristi).<br />
Questo inciso solo per dire che questo tema dell&#8217;antipolitica un po la fa da padrone. Soprattutto per quanto riguarda le opinioni di alcune persone a conoscenza del nostro progetto, le quali potrebbero rientrare in quell&#8217;alveo che permea la società, caratterizzato da una forte sfiducia nella politica e istituzioni di ogni sorta.<span id="more-84"></span></p>
<p>Cerco di riassumere queste opinioni più comuni che emergono dai discorsi sul tema FLOSS:<br />
&#8220;ma una legge per imporre il FLOSS alla PA marhcigiana non serve a un c**zo, soprattutto in questa regione in cui i dirigenti e i vari funzioinari sono per la maggior parte filo Microsoft, e non ne capiscono niente, e sono corrotti/corruttibili&#8221;<br />
&#8220;La PA sarebbe da abolire non da riformare&#8221;<br />
&#8220;Quelli che lavorano nella PA sono tutti degli inetti&#8221;<br />
&#8220;in Italia c&#8217;è troppo clientelarismo, un software spesso viene acquistato per dare lavoro ai &#8220;conoscenti&#8221;, vai a vedere e sono sempre le stesse aziende che hanno rapporti di lavoro con la PA &#8221;<br />
&#8220;Le aziende non hanno poi nessun interesse a fornire un buon prodotto. Tanto poi prima che il prodotto venga utilizzato passano mesi o anni, le leggi cambiano, il prodotto non è più valido ed è tutto da rifare, e quando poi lo iniziano ad usare hanno sempre un prodotto scadente&#8221;</p>
<p>Qualche volta non so dare torto a queste considerazioni. Un minimo di verità ne trapela.<br />
E nonostante il livello &#8220;informale&#8221; e i vari luoghi comuni espressi in queste discussioni, emergono dei concetti precisi.</p>
<p>Tutte queste cose, mi hanno fatto scaturire alcuni dubbi causati anche dal mio pessimismo caratteriale.<br />
Nella sostanza cerco di non farmi intimidire da questioni &#8220;antipolitiche&#8221; (o meglio, per non abusarne troppo di sto termine che ha veramente rotto le balle, diciamo &#8220;da questo clima di sfiducia nelle istituzioni e soggetti istituzionali&#8221;).<br />
Tutto ciò non può comunque trascendere dall&#8217;opinione pubblica che si è diffusa intorno al progetto FLOSS Marche.</p>
<p>Non so bene se abbiamo veramente scelto uno strumento idoneo per agire a favore del FLOSS nella PA.<br />
In Italia (purtroppo) &#8220;fatta la legge trovato l&#8217;inganno&#8221;, per non dire poi che di leggi ne abbiamo ben troppe.<br />
Secondo me ci sono diversi rischi a cui andiamo incontro.<br />
Tra tutti, (a parte che siamo un po in ritardo con le consegne) ma rischiamo di arrivare in ritardo anche alla eventuale approvazione della proposta di legge, e non so quanto sia utile poi, eventualmente, avere una legge regionale che rimanga solo sulla carta e non venga attuata con le dovute severità del caso.<br />
Purtroppo è un rischio reale. e tutto il lavoro svolto in questi mesi diventerebbe inutile. Probabilmente questo spiega in parte anche la bassa partecipazione alla formulazione della proposta di legge.</p>
<p>Proprio sulla questione &#8220;partecipazione&#8221; personalmente ritengo che il FLOSS marche abbia fallito, e di molto. Nella sostanza sono stati veramente pochi i lug e fsug che hanno aderito al progetto. E quei pochi che hanno aderito non lo hanno fatto mai formalmente, nel senso che l&#8217;apporto al progetto è venuto da singoli elementi che magari fanno parte del mondo associativo (lug/fsug).<br />
Sono stati veramente pochi i LUG che hanno aderito. E se hanno appoggiato il progetto non hanno partecipato direttamente e viceversa.<br />
Se uno dei nostri intenti era di formare una rete per lo scambio e la condivisione delle esperienze, beh, questo non siamo riusciti a farlo.</p>
<p>Mia opinione sull&#8217;adesione dei LUG: Di fondo sono associazioni apolitiche, e probabilmente ha giocato a sfavore il fatto che sia stata una &#8220;parte&#8221; politica a promuovere l&#8217;iniziativa. Questa è solo una mia analisi/opinione a valutazione di una situazione generale; anzi personalmente penso che se non fosse stata proposta questa idea non saremmo neanche qui oggi a discutere di come sono andate e stanno andando le cose.</p>
<p>Le mie responsabilità sul fallimento del progetto..<br />
Una cosa che è emersa anche nelle discussioni di una altro gruppo a cui ho partecipato: i METODI.<br />
Putroppo sono una persona poco &#8220;democratica&#8221;, ho questo difetto. E probabilmente non ho saputo dare molto peso al metodo, per favorire partecipazione e coinvolgimento al progetto.<br />
Mi accorgo che ho sbagliato nell&#8217;eccesso di presenza nel dibattito.<br />
Gli strumenti previsti per lo scambio di idee e formulazione di contenuti sono fisiologicamente partecipativi. La <a href="http://groups.google.com/group/floss_marche">mailing list</a>, una volta iscritto, chiunque può dire la sua (e all&#8217;inizio, nei primi mesi, ha funzionato bene). Il <a href="http://flossmarche.netsons.org">wiki</a> è uno spazio per definizione &#8220;collettivo&#8221; (il fatto di rendere le modifiche aperte solo ad utenti registrati non credo che abbia influito negativamente su questo), ma di fatto non sono stati molti gli utenti che hanno partecipato ai contenuti del wiki.<br />
Però mi son trovato di fronte ad una situazione, nel momento in cui la partecipazione al progetto stava diminuendo, di fronte alla quale avremmo rischiato di fallire anche l&#8217;obiettivo della formulazione della proposta di legge.<br />
E forse, se l&#8217;intento era di renderla una vera proposta di legge partecipata, sarebbe stato meglio fallire anche questo obiettivo, e rendersi conto quasi da subito che i presupposti non c&#8217;erano per proseguire il lavoro.</p>
<p>Ripensandoci con il &#8220;senno di poi&#8221;, probabilmente sarebbe stato maggiormente corretto partire dal coinvolgimento del sistema scolastico per favorire la diffusione del FLOSS non solo nella PA.<br />
Un po come è stato fatto nella provincia di Bolzano con il progetto <a href="http://www.fuss.bz.it/">FUSS</a>.</p>
<p>Nel merito dei contenuti del testo della proposta di legge non credo invece che ci siano punti &#8220;errati&#8221;. Ma probabilmente non sono neanche la persona più adatta a valutarne i contenuti. Visto che il mio punto di osservazione non è affatto esterno all&#8217;oggetto osservato, e la mia sarebbe una &#8220;valutazione&#8221; piuttosto inquinata ed &#8220;etnocentrica&#8221;.</p>
<p>Comunque, un testo della proposta di legge alla fine c&#8217;è anche se non ne saprei definirne la qualità.<br />
Anche se sono rimaste ancora alcune questioni in sospeso (principalmente due, emerse nell&#8217;ultimo periodo) nella formulazione della proposta di legge:</p>
<p>1- la solita questione dei bandi di acquisizione del software.</p>
<p>2- una questione che è stata sollevata in alcuni commenti tra la raccolta delle firme online è quella del &#8220;digital divide&#8221;.</p>
<p>Ma d&#8217;altronde queste sono solo opinioni personali &#8230;.</p>
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